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I sezione: Geologia e Paleontologia

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Sezione I: Geologia e Paleontologia
Sala I - Geologia

Le prime tre sale del Museo sono dedicate alla Geologia e alla Paleontologia del territorio ed espongono reperti litologici, fossili e osteologici che appartengono a diversi periodi della storia geologica del Salento, descrivendo di volta in volta ambienti naturali diversissimi tra loro, a cui contribuirono ripetute oscillazioni del livello marino ed, in tempi geologici più recenti, anche le grandi glaciazioni pleistoceniche.

La sezione è introdotta da una piccola sala realizzata nel 2007 e intitolata L’Uomo e la Pietra, in cui una ricca campionatura litologica introduce il visitatore ai diversi livelli di conoscenza della Geologia del Salento e della fauna che ha popolato i suoi ambienti marini e costieri dal Cretaceo al Pliocene, illustrata attraverso i resti fossili di rudiste, molluschi biocostruttori del Cretaceo finale quando, in ambiente sottomarino, veniva formandosi la piattaforma carbonatica salentina (70-65 milioni di anni fa), da relitti della barriera corallina che orlava la costa tra Otranto e Santa Maria di Leuca nel Paleogene (35 milioni di anni fa), dai grandi denti di un enorme squalo, il Carcharodon megalodon, antenato dell’attuale squalo bianco, e di Scaldicetus grandis, una specie antenata degli attuali delfini, entrambi vissuti in un mare tropicale miocenico, tra 10 e 5 milioni di anni, dagli splendidi esemplari di Cancer sismondai, granchi di grandi dimensioni che, nel Pliocene (5-2 milioni di anni fa), popolavano le scogliere tra Otranto e Sant’Andrea (Melendugno).

Il percorso espositivo prosegue con i resti di fauna del Pleistocene (2 milioni-10 mila anni), primo periodo dell'Era Quaternaria, caratterizzato da importanti cambiamenti climatici millenari. Viene così ricostruito il paesaggio dell’ultimo periodo interglaciale pleistocenico, il Riss-Würm, (120-80 mila anni) durante il quale ampie zone boschive e a macchia, dove vivevano orsi, cervi, lupi, tassi, volpi e cinghiali, si alternavano ad ambienti umidi e palustri frequentati da ippopotami e rinoceronti e ad ampie distese di prateria, habitat di leoni, elefanti e iene e regno delle grandi mandrie di grossi bovidi, come il Bos primigenius e di cavalli, come l’Equus hydruntinus, un equide di piccola taglia, di cui il Museo conserva un rarissimo arto anteriore destro in completa connessione anatomica, e l’Equus caballus, antenato del cavallo attuale. Inoltre, resti di faune di clima freddo, come il Mammouth, il daino, il rinoceronte lanoso e l’Alca impennis, un pinguino boreale ormai estinto, testimoniano il repentino raffreddamento climatico dell’ultimo periodo glaciale (Glaciazione di Würm, 80-10 mila anni) che trasformò il Salento in un’ arida steppa battuta dai venti gelidi del Nord.


Bibliografia:

M. A. Orlando, L'Uomo e la Pietra nel Salento Preistorico, in M. A. Orlando (a cura di), L'Uomo e la Pietra nel Salento Preistorico. Guida alla comprensione e alle escursioni sul territorio, pp. 11-22, Lecce, 2007.

P. Sansò, G. Selleri, Caratteri geologici della Penisola Salentina, in M. A. Orlando (a cura di), L'Uomo e la Pietra nel Salento Preistorico. Guida alla comprensione e alle escursioni sul territorio, pp. 23-27, Lecce, 2007.


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