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IV sezione: Etnografia

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Vetrina Sezione Etnografica

Maschere rituali - Arte Baga

La sezione etnografica, inaugurata il 18 luglio 2009 alla presenza del Ministro on. Raffaele Fitto, espone la collezione di arte africana che un fine letterato lucchese, Florio Santini, ha generosamente donato al Museo nel 2003. Si tratta di circa 120 reperti in bronzo, argento, avorio, legno e pietra, attraverso cui si dipana la storia di grandi regni del passato e di etnie tribali in parte scomparse, artefici di importanti ed intense espressioni artistico-culturali che caratterizzarono, tra XV e XIX secolo, ampie regioni dell’Africa nera, dalla Guinea al Senegal, alla Nigeria, al Congo, fino al Mali occidentale.

Sorprendenti statue bronzee, ottenute con il metodo della cera persa, e splendidi monili introducono al linguaggio rappresentativo e celebrativo di corte dei grandi e poco conosciuti Regni Benin, fondati nel XV secolo dall’etnia Yoruba, una delle più numerose dell’Africa. All’apice della sua espansione, nel XVI secolo, questa fiorente civiltà occupava un territorio compreso tra il River Cross in Nigeria fino all’Alto Volta, in Ghana, tessendo fitti rapporti commerciali e politici con i naviganti portoghesi, con il mondo arabo e con i colonizzatori europei che ne determinarono, alla fine del XIX secolo, il crollo.

Il fenomeno della colonizzazione occidentale interessò anche il vicino Ghana; i colonizzatori strinsero contatti con le tribù degli Ashanti, per lo più finalizzati al commercio dell’oro, presente nel territorio di questa numerosa popolazione in diversi giacimenti superficiali controllati dal re.

Utensili provenienti dalle diverse etnie, oggetti d’uso quotidiano, elementi d’arredo e oggetti rituali legati ai culti animistici dell’Africa nera rimandano ad un mondo ideologico e spirituale spesso animato da cosmogonie sorprendenti nella loro modernità.

Ne sono un esempio i chiavistelli e le porte di granaio dei villaggi dei Dogon, etnia ormai in estinzione, relegata ai piedi della falesia di Bandjagara, nel Mali; questi elementi di arredo scolpiti con figure antropomorfe, rappresentano un esplicito richiamo al culto degli antenati, invocati a protezione dei raccolti e della dimora.

La spiritualità permea quindi ogni aspetto della vita quotidiana, ma trova la sua massima espressione nelle cerimonie rituali collettive, nel corso delle quali venivano spesso impiegate pregiate maschere lignee. Il Museo espone, ad esempio, una rarissima e antica maschera Teke (Tsaye), etnia stanziata tra Gabon e Congo, e due maschere Baga, popolazione della Guinea.

La sezione, aprendo uno spiraglio sul complesso e articolato mondo di etnie che hanno caratterizzato l’Africa nera, si pone anche come punto di partenza per la riflessione sul dialogo interculturale, cui i musei sono oggi chiamati ad intervenire.


Bibliografia:


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