Azioni sul documento
logo museo napolibeniculturali

La fauna pleistocenica e le ventarole

a cura di Medica Assunta Orlando

Visualizza gli oggetti »

Ventarola
Cursi - sezione di cava dismessa con ventarole

Intorno a 800-700 mila anni prende lentamente avvio la completa emersione delle terre salentine, tuttavia altre ingressioni del mare intervengono nei periodi interglaciali, che si inoltra fino all'interno con lunghi bracci.
Prova ne sono i potenti depositi di argille azzurre, presenti al centro del Salento tra Cutrofiano e Corigliano d'Otranto, ricche di molluschi marini, mentre mancano documenti fossili terrestri databili con certezza al Pleistocene inferiore, periodo in cui non è attestata neppure la presenza dell'Uomo.
CrocutaNel corso dell’Interglaciale Riss-Würm (120-80 mila anni) fenomeni di carsismo superficiale determinando un progressivo ampliamento di fratture tettoniche verticali presenti nella Pietra leccese, diedero origine a diaclasi imbutiformi, denominate ventarole o jentarole, che rimasero attive per lungo tempo, fino almeno il primo acme della glaciazione wurmiana, intorno a 60 mila anni.

Profonde fino a 18 metri e larghe all’imboccatura fino a 4-5 metri, le ventarole funsero da vere e proprie trappole naturali per gli animali che ebbero la sventura di cadervi dentro, ma furono anche una sorta di dispensa di cibo per le iene, che spesso ricavavano al loro interno la tana.
Anche l’Uomo di Neandertal inserì la periodica esplorazione delle ventarole tra le sue strategie di caccia, scendendo nelle cavità, dove asportava dagli animali le parti che più lo soddisfacevano e lasciando in posto il resto della carcassa, come dimostrano i segni di taglio netto e strie da strumento litico, riscontrati su diversi reperti osteologici rinvenuti in queste fratture e oggi esposti nel Museo.

Nel corso dell'ultimo grande freddo, il Würm, queste profonde buche vennero rapidamente colmate da deposito colluviale che le occultò agli occhi dell'uomo, fino agli impianti di attività estrattive di cava nella Pietra Leccese.

Durante le fasi di estrazione della Pietra leccese, spesso ventarole tagliate verticalmente sulle pareti di cava riaprono un deposito a terre rosse sigillato per millenni, ricco di fauna in buona parte scomparsa dal Salento, come l’orso delle caverne, il rinoceronte, l’elefante, l’ippopotamo, la iena, in associazione con altri animali completamente estinti come il Bos primigenius, l’Equus hydruntinus ed il Mammut.
Elephas anticuus
Le prime segnalazioni di ventarole a deposito pleistocenico si devono a Decio de Lorentiis, primo direttore del Museo, che intervenne nelle cave di Pietra leccese di contrada San Sidero di Maglie, nel corso degli anni 50 del 1900, individuandone circa una decina.

Le particolari condizioni di molti reperti, spesso in connessione anatomica, ha reso i materiali faunistici delle ventarole salentine una preziosa riserva di informazioni e di confronto per gli studiosi; nondimeno le ventarole tagliate sui fronti di alcune cave dismesse nei territori di Maglie, Cursi e Melpignano, offrono oggi uno spettacolo paesaggistico straordinario che, unito al valore scientifico dei loro depositi, le rende uniche nel patrimonio geologico e paesaggistico italiano.


Per approfondire:

D. de Lorentiis, Nuovi giacimenti fossiliferi pleistocenici nelle fessure di pietra leccese: le ventarole ossifere di S. Isidoro e Melpignano a Maglie, in Quaternaria, V, 1958-1960, pp. 297-298.

M. A. Orlando, L'Uomo e la Pietra nel Salento Preistorico, in M. A. Orlando (a cura di), L'Uomo e la Pietra nel Salento Preistorico. Guida alla comprensione e alle escursioni sul territorio, pp. 11-22, Lecce, 2007.

Visualizza gli oggetti »

« Home | Avanti »

« giugno 2017 »
do lu ma me gi ve sa
123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930
 

Comunità Europea Interreg Italia-Albania Regione Puglia Ministria e turizmit, kultures, rinise dhe sporteve Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia Tecnopolis Novus Ortus

Questo sito è conforme ai seguenti standard:

Sezione 508 WCAG
XHTML valido CSS valido
Consultabile con qualsiasi browser