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Arte africana

a cura di Medica Assunta Orlando ed Elisabetta Papadia

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Testa del Dio OnisLa visione dell’arte e dell’artigianato africano quale prodotto di società primitive ed elementari, tradotta in stereotipi occidentali culturalmente radicati, ha fornito supporto e giustificazione, fino a tempi recenti, al semplice valore antiquario dei singoli oggetti, spogliandoli di ogni richiamo alla storia e relegando in sfere folcloristiche gli aspetti socio-culturali e religiosi delle diverse etnie a cui essi appartengono. Solo recenti studi più sistematici, tendono a riordinare i valori di quest'arte, tentando di riallacciarne i fili, volutamente spezzati, con un intricatissimo canovaccio storico che rimanda al caleidoscopio di etnie che l'hanno prodotta, molte delle quali in rapida via di estinzione.

Si va così, a fatica, ricostruendo l'antica storia di Ife, XIII-XV secolo, da cui discende l'etnia Yoruba e dei Regni Benin, creati da questa etnia a partire dal XV secolo in un ampio territorio oggi compreso tra la Nigeria e il Benin. Organizzati su caste sociali, in cui dominanti erano quelle dei cavalieri e dei dignitari di corte e sull’autorità suprema del re, spesso rappresentato in statue e in placche bronzee che ornavano il palazzo reale, esaltandone le ascendenze divine, questi regni vissero il loro apice tra il XVII e il XVIII secolo, sul commercio degli schiavi con portoghesi, spagnoli e inglesi, che controllavano le coste anche con fortezze, come El Mina. Placca

Saggio con gallo
A società matrilineari, in cui è ampiamente diffuso il culto della fertilità, rimandano gli oggetti degli Ashanti del Ghana, produttori di particolari statuette lignee apotropaiche, denominate A'kuamma, propiziatrici di fecondità e noti anche per la produzione di oggetti legati al commercio dell’oro, come testimoniano piccoli pesi zoomorfi e raffinati cucchiai bronzei esposti nella sezione.
Sul chiefdom, organizzazione sociale ancor oggi ampiamente diffusa, è basata la piccola etnia dei D’Ngese del Congo, nelle cui poco conosciute tradizioni religiose sembra prevalere il culto del re, spesso rappresentato in caratteristiche statue lignee cariche di elementi di valore simbolico a esaltare la supremazia del sovrano.
E, sebbene fortemente intaccate dalla cultura arabo-musulmana, sono ancora presenti, nell’Africa sub-sahariana, piccole società agricole-pastorali ad apparato segmentale, in cui forte è il ruolo dello sciamanesimo animistico e il ruolo degli anziani. Ad essi è affidato il saggio governo dei diversi villaggi, come presso i Dogon del Mali, regolati da un mondo sovraumano proveniente dagli spazi siderali, sui quali gli anziani posseggono stupefacenti cognizioni astronomiche, che il mondo occidentale ha acquisito solo nel Novecento; e i Gouru della Costa d'Avorio, le cui caratteristiche produzioni artigianali sono le eleganti pulegge da telaio antropomorfe. Pettine


Per approfondire:

AA.VV, Quando Dio abitava ad Ife. Capolavori dall’antica Nigeria. Firenze, 2007.

I. Bargna, Dizionari di Civilta. Africa, Milano, 2007.

E. Bassani (a cura di), Africa. Capolavori da un continente, Firenze, 2003.

C. Salsi, E Bassani, A. Aimi, Arte dell’Africa Nera. Una Collezione per il nuovo Centro di Culture Extraeuropee, Milano, 2000.

M. Aime, Diario Dogon. Torino, 2000.

M. Ginzberg, Africa.Arte delle forme, Milano, 2000.

M. Griaule, Dio d'acqua.Incontri con Ogotemmeli, Parigi, 1948.

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